PARROCCHIA SS PIETRO e PAOLO

VOLTA BRESCIANA

I. PRINCIPI E NORME FONDAMENTALI

  1. L’iniziazione cristiana è il cammino di fede che, grazie soprattutto ai sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucaristia, introduce nella vita cristiana, cioè fa diventare cristiani, inserendo  nel mistero di Cristo e della Chiesa.

  2. La catechesi dell’iniziazione cristiana non è semplicemente insegnamento dottrinale né  introduzione ai sacramenti, ma è “introduzione globale alla vita cristiana”. Di conseguenza, per ogni aspetto o tema catechistico bisogna avere presenti e far esperimentare i tre ambiti fondamentali della vita cristiana:

    • evangelizzazione (annuncio, ascolto e conoscenza della Parola di Dio)
    • celebrazione
    • testimonianza (soprattutto della carità).

  3. Nella progettazione dell’itinerario è importante tener conto dei tempi liturgici  e delle principali feste dell’anno liturgico.
  4. Bisogna curare continuamente il coinvolgimento della comunità e soprattutto dei genitori (o accompagnatori), la cui disponibilità a seguire il figlio e, quindi, a fare loro stessi un cammino di fede, partecipando anche ad appositi incontri di evangelizzazione, va ritenuta una condizione indispensabile perché il fanciullo stesso possa effettuare il cammino di iniziazione cristiana.

  5. Gli incontri di evangelizzazione coi genitori (o accompagnatori) non siano delle semplici conferenze, ma siano pensati in modo da coinvolgere attivamente e far interagire i genitori stessi,  attraverso opportuni lavori di gruppo.  A questo scopo bisogna organizzare  una équipe di animatori, nella quale, accanto al sacerdote, devono trovare spazio soprattutto i catechisti per adulti che hanno ricevuto il mandato del Vescovo.

  6. Nel cammino di iniziazione cristiana è necessario fare molta attenzione ai momenti celebrativi dei “passaggi”, che indicano il raggiungimento delle “mete” progressive. Ad esempio: rinnovo delle promesse battesimali o decisione di procedere nel cammino di conoscenza e amore per Gesù, verso la fine del 2° anno; celebrazione della prima Confessione, verso la fine del 3° anno; rito di ammissione tra i candidati a ricevere i sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia, verso la fine del 4° anno; celebrazione della Cresima ed Eucaristia, verso la fine del 5° anno. È importante evitare che questi diventino passaggi automatici, uguali per tutti, senza che venga operato un adeguato discernimento.

  7. In ogni parrocchia (o unità pastorale) va attivato l’«itinerario ordinario», a cui tutti i fanciulli possono accedere, a partire dai 6 anni. La decisione di avviare anche qualche cammino diversificato («catecumenale», «associativo», «familiare»), spetta, sulla base delle condizioni precisate dal documento del Vescovo Sanguineti (nn. 47-54),  al Consiglio Pastorale Parrocchiale; mentre la scelta di seguire il cammino ordinario o un cammino diversificato, in ultima analisi, spetta al fanciullo stesso e ai suoi genitori, opportunamente consigliati dai sacerdoti e dai catechisti.

  8. I catechismi di riferimento per tutti i cammini sono quelli ufficiali e normativi della CEI. Tuttavia non bisogna dimenticare che il testo fondamentale della catechesi rimane la sacra Scrittura e che l’utilizzo dei catechismi va fatto con intelligenza e sapiente libertà.

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